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Canto Funzionale Riabilitazione Respiratoria

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Sono una maestra di canto, laureata in Arti Musicali con orientamento in Canto presso l’UNA (Università Nazionale delle Arti in Argentina), ma ho trovato la mia strada nel mondo della voce e dell’insegnamento attraverso il Metodo Funzionale della Voce di Eugen Rabine.


Ho esperienza come cantante di opera e di musica tradizionale argentina, nel coro lirico e da camera, e come attrice. Ho lavorato come produttrice di una compagnia lirica (Lirica Lado B) e ho maturato più di 15 anni di esperienza e consapevolezza come insegnante di canto e musica.


Dal 2015 mi sono trasferita in Italia, dove ho iniziato il percorso di apprendimento del Metodo Funzionale della Voce, per poi intraprendere nel 2017 la formazione ufficiale come CRT (Certified Rabine Teacher) presso il Rabine Institute, in Germania.



COME SI APPRENDE IL CANTO?


Si impara attraverso la percezione cinestesica e l’apprendimento senso-motorio, nei quali è fondamentale sperimentare, osservare, sviluppare criteri, riflettere e prendere decisioni sulla base della comparazione.


Traduco il suono vocale nelle funzioni fisiologiche che lo generano e propongo esercizi basati sull’anatomia e sulla fisiologia per influenzare positivamente la voce. Attraverso questi esercizi, offriamo ai muscoli la possibilità di apprendere nuovi movimenti necessari per cantare, movimenti che non sono abituali nella voce parlata o nella vita quotidiana.


Pongo domande specifiche per motivare l’allievo a esplorare, a diventare consapevole di ciò che sperimenta; lo guido nella comparazione tra queste nuove sensazioni e quelle abituali, e nel comprendere il loro effetto sul suono. Successivamente, lo aiuto a organizzare queste informazioni senso-motorie in concetti mentali che guideranno la funzione vocale nel canto.


Attraverso questa consapevolezza e un adeguato training, è possibile appropriarsi di questo nuovo uso della voce. Con il tempo, gli esercizi non saranno più necessari, poiché i movimenti muscolari del canto diventeranno automatici, come un riflesso tra cervello e corpo.


La mia funzione è quella di guida: è il cantante che impara a cantare e sviluppa la propria tecnica vocale, basata sulla consapevolezza del proprio strumento in relazione alla propria personalità. La voce è il risultato di una complessa funzione psico-fisiologica. Il cantante “canta come pensa”, perché conoscenze, sensazioni, emozioni e corpo sono profondamente interconnessi.


Guidare l’allievo significa quindi orientare la voce verso le funzioni biologiche, non sulla base della mia estetica personale. Quest’ultima può generare confusione e limitare l’uso della voce: in primo luogo perché l’estetica affonda le sue radici nella genetica, nell’infanzia, nella personalità, nella lingua madre e nella cultura del singolo; in secondo luogo perché la percezione acustica del suono non è uguale per il cantante e per l’insegnante. Per il cantante è dominante l’ascolto interno, mentre per il maestro è prevalente l’ascolto esterno.


Tutto questo si sviluppa in un ambiente di empatia e familiarità, che accompagna il processo di maturazione dell’allievo. Si coltivano il piacere per il proprio suono vocale, la fiducia nella propria intuizione e nel proprio strumento, la curiosità, la pazienza, l’indipendenza dal maestro, l’espressione personale, l’identità, l’estetica individuale e l’intuizione musicale.


Secondo Eugen Rabine, insegnare e apprendere sono un processo di comunicazione tra due individui: un atto di collaborazione in cui lo studente si assume la responsabilità dei propri cambiamenti e l’insegnante ha il compito di guidare verso la crescita.

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